comunicati stampa

PORTOGRUARO OSPITA I PARTNER DI CROSSCARE

Portogruaro, 5 febbraio 2019

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E’ la cittadina veneta Portogruaro ad aver ospitato ieri pomeriggio nel palazzo del Municipio i promotori del progetto transfrontaliero Crosscare.
Attorno al tavolo si sono seduti i rappresentanti dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS, della Cooperativa ITACA, della Regione Friuli Venezia Giulia, della Regione Veneto, dell’Azienda sanitaria Veneto orientale, dell’Azienda sanitaria pordenonese e della Fondazione Zancan.
L’incontro è servito ai partner del progetto per condividere gli esiti della fase sperimentale e per valutare tecnicamente i termini di prosecuzione del protocollo transfrontaliero. Crosscare sviluppa politiche sociali innovative che tendono al sostegno delle famiglie con anziani fragili e polipatologici dei quali si devono prendere cura. L’eterogeneità dei percorsi disponibili e la complessità delle procedure burocratiche per l’accesso alle cure domiciliari disorientano le famiglie che, invece, manifestano il bisogno di essere adeguatamente accompagnate.
L’orientamento e le buone pratiche si concretizzano nei PSA, Punto Servizio Anziani, istituiti, nella fase sperimentale, all’interno delle strutture residenziali per anziani riconosciute dalla cittadinanza come punto di riferimento per i temi afferenti l’invecchiamento. I PSA sono gestiti dai care manager che accompagnano la famiglia nel complicato percorso di scelta delle cure, dei luoghi e delle risorse più appropriate per affrontare la fragilità. Il tutto con il supporto di avanzata tecnologia che agevola il rapporto duale tra famiglie e operatori e, talvolta, con gli stessi soggetti fragili.
“Il risultato della sperimentazione – evidenzia la direttrice della Fondazione Zancan, Cinzia Canali – ha superato le più rosee aspettative e ha messo in evidenza l’importanza della precoce individuazione dei bisogni: quanto prima la famiglia è aiutata a far emergere le proprie necessità, tanto maggiore e positivo è l’esito in termini di benessere socio sanitario per l’anziano fragile e per l’intero nucleo famigliare”.
Il progetto Crosscare ha preso in carico 97 persone over 65 con polipatologie, alcune delle quali di natura cognitivo-comportamentale. Proprio in questi ultimi casi il risultato è stato sorprendente: le persone fragili adeguatamente assistite hanno regredito significativamente nella patologia e generato benessere su tutto il nucleo.
Crossacare ha contribuito a formare 500 operatori disseminati tra il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la vicina Repubblica slovena. Gli ambiti della formazione hanno abbracciato il lavoro in equipe multidisciplinare, la presa in carico precoce dell’anziano fragile e l’utilizzo di metodi innovativi quali la validation (rapporto empatico con i soggetti fragili e famigliari) e la gentlecare (cura genitle).
Conclusa la fase sperimentale e auspicando una pronta “benedizione” politica, il progetto Crosscare è pronto a fare un ulteriore passo in avanti: l’estensione dei PSA in altri territori e una collaborazione più organica e funzionale anche con le strutture socio sanitarie degli Enti locali.

FVG, VENETO E SLOVENIA: WELFARE TRANSFRONTALIERO CON CROSSCARE

Un protocollo d’intesa transfrontaliero che in un’ottica di coprogettazione interistituzionale sperimenti un nuovo modello di presa in carico delle persone anziane e delle loro famiglie. E’ il progetto CrossCare inserito nel programma Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020 (vedi documento).

Oltre 400 operatori formati, 9 “Punti di servizio” rivolti agli anziani ed alle loro famiglie già avviati – all’interno delle strutture residenziali coinvolte nel progetto – tra Friuli Venezia Giulia, Veneto e Slovenia e al contempo anche aperti al territorio. L’obiettivo è comune: favorire la presa in carico delle persone in maniera personalizzata, globale e continuativa sia a livello regionale sia transfrontaliero. È lo stato dell’arte del progetto CrossCare, che punta a riscrivere nell’ottica dell’invecchiamento attivo il welfare a livello transfrontaliero.

Guidato dalla Cooperativa sociale Itaca in partenariato con Asp Itis Trieste, Residenza Francescon Portogruaro, Odu Koper-Casa costiera del pensionato Capodistria, società Deos e l’Irssv – Istituto nazionale sloveno per il welfare, CrossCare beneficia del valore aggiunto ricoperto dai partner associati, Regione Friuli Venezia Giulia – Direzione centrale salute, integrazione socio sanitaria, politiche sociali e famiglia, Regione del Veneto – Direzione Servizi Sociali, Ministero del Welfare della Repubblica di Slovenia, Ministero della Salute della Repubblica di Slovenia, Città di Sacile – Residenza Protetta per anziani, Uti Livenza – Cansiglio – Cavallo (ex Ambito Distrettuale 6.1 di Sacile), Azienda Assistenza Sanitaria n. 5 Friuli Occidentale di Pordenone, Azienda Unità Locale Socio Sanitaria n. 4 Veneto Orientale e Casa della sanità di Capodistria.

“CrossCare. Approccio integrato transfrontaliero nella cura dell’anziano” nasce con l’obiettivo di elaborare soluzioni congiunte che affrontino il progressivo invecchiamento

L’attuale panorama demografico europeo evidenzia un costante trend di crescita della popolazione anziana. Si prevede che nel 2030 le persone over 65 anni costituiranno il 25% della popolazione complessiva, dato particolarmente significativo se relazionato alla percentuale di anziani presenti in UE nell’anno 2000, pari al 15%. È quanto emerge da “Analisi del Welfare in Europa”, la ricerca qualitativa sociale realizzata nell’ambito del progetto CrossCare, documento che rappresenta un punto di partenza per comprendere, in linea generale, il funzionamento dei differenti sistemi di welfare presenti all’interno della Comunità Europea.

Attraverso la ricerca, CrossCare ha posto particolare attenzione alla comprensione delle diverse strategie di presa in carico dell’anziano fragile e alle possibilità di orientamento cui i sistemi sociali possono aderire al fine di definire servizi orientati all’efficacia e all’efficienza. Le moderne politiche sociali hanno individuato nei servizi a domicilio un indirizzo adeguato per fronteggiare il rischio di istituzionalizzazione dell’anziano, con conseguente incremento dei costi di assistenza.

L’analisi evidenzia, altresì, la tendenza – maggiormente presente nei modelli nord-europei – di investire nella prospettiva di presa in carico domiciliare, intesa come risposta elettiva per i differenti bisogni legati alla non autosufficienza. Attraverso tale orientamento, le realtà di assistenza residenziale rappresentano una dimensione residuale dell’offerta.

Osservando la prospettiva italiana (Friuli Venezia Giulia e Veneto) e slovena, emerge l’importante presenza di servizi residenziali come risposta prevalente ai bisogni dell’anziano fragile. I servizi residenziali, tuttavia, presentano ad oggi delle fragilità rispetto all’efficacia della presa in carico, poiché la presenza di diversi attori chiamati ad accogliere il bisogno dell’anziano fragile e della famiglia può rappresentare un ostacolo nell’orientamento delle migliori scelte di cura ed una conseguente risposta parziale ai bisogni reali. In questa pluralità di attori avviene, dunque, che le famiglie affrontino le problematiche legate alla fragilità nell’invecchiamento attivandosi autonomamente e rivolgendosi al mercato informale, trovando risposte contingenti e parziali ai reali bisogni.

In questo complesso panorama si innesta il progetto CrossCare, che mira a individuare e proporre strategie di presa in carico che devono orientarsi all’intervento preventivo, ed al concetto di accompagnamento alle fragilità ed alle disabilità progressive legate all’invecchiamento.

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