Il fronte dell’emergenza

L’emergenza covid-19 raccontata dagli operatori dell’ITIS in prima linea. Un documento-testimonianza della drammaticità del periodo dell’emergenza sanitaria e un monito dei giovani operatori dell’ITIS ai loro coetanei di non sottovalutare la situazione. Severa e commovente la testimonianza della signora AVA la cui mamma novantanovenne è ospite della struttura di via Pascoli.

Trieste, citta’ della solidarieta’

“Innanzitutto il nostro primo ricordo è rivolto a coloro che non sono più tra noi”. E’ iniziato con questa frase l’intervento del presidente dell’ITIS Aldo Pahor durante la conferenza stampa che ha avuto luogo nell’ingresso principale dell’edificio di via Pascoli, organizzata per rendere omaggio ai tanti benefattori che durante il periodo di massima emergenza sanitaria si sono distinti per innumerevoli gesti di solidarietà verso l’ITIS. “Le donazioni in denaro e in beni ricevute dall’Ente di via Pascoli da parte di generosi cittadini e istituzioni hanno consentito a tutta la nostra grande comunità di contrastare la pandemia – ha affermato Pahor – e tra queste merita una nota particolare il sistema di videosorveglianza con riconoscimento facciale e il termoscanner per la misurazione della temperatura corporea donati da un familiare di una nostra ospite”. Complessivamente sono state donate all’ITIS 48.000 mascherine di vario genere, 17.000 guanti e 3.700 camici, 3.600 cuffie e 110 tute oltre a 4.840,00 euro. Significativi pure i consumi mensili di dpi nel periodo di massima emergenza: 21.000 mascherine, 2.100 camici e 4.800 tute oltre a 3.000 gambali e 225 litri di gel igienizzante. “L’ITIS – ha proseguito il presidente Pahor – ha speso ulteriori 185.000 euro per acquistare i dispositivi di protezione di cui aveva bisogno e riconosciuto le ore di lavoro straordinario di tutti i suoi dipendenti”. “Un nuovo modello di assistenza sociale e una riorganizzazione delle residenzialità per rinnovare un sistema che in regione interessa cinquecentomila abitanti, quasi la metà della popolazione residente – ha anticipato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute Riccardo Riccardi intervenuto alla conferenza stampa. “All’impatto Covid-19 – ha proseguito Riccardi – il sistema sanitario e socioassistenziale del Friuli Venezia Giulia ha saputo rispondere compiendo un lavoro eccellente, ma questa esperienza ha evidenziato la necessità di un cambiamento, di adottare nuove strategie che qualifichino i servizi rendendoli coerenti e maggiormente rispondenti ai bisogni della comunità”. “L’esperienza dell’ITIS di Trieste in questo contesto – ha concluso il vicepresidente della Regione – anche per l’esperienza maturata durante la diffusione del contagio, può contribuire a ridisegnare il futuro assetto del sistema chiamato a rispondere ai bisogni e alle necessità di una regione tra le più anziane d’Europa e di una comunità che presenta elementi di cronicità e fragilità sempre più rilevanti”. Presenti all’evento anche il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza che ha voluto mandare un messaggio positivo evidenziando che “i ristoranti cittadini sono pieni e quindi la città è ripartita”, il Direttore dei servizi socio sanitari di Asugi Maria Chiara Corti che ha espresso “sollievo che ITIS e altre strutture cittadine sono covid-free e soddisfazione perché tale risultato è il frutto di un grande lavoro di squadra” e, infine, il vicepresidente nazionale di Federsanità Anci, nonché presidente regionale, Giuseppe Napoli che ha sottolineato quanto importante sia ”dover cambiare passo, poiché strutture di piccole o piccolissime dimensioni difficilmente riusciranno ad affrontare la situazione che viene avanti”. Momenti di commozione durante l’intervento della signora Rossana Braicovich, che assieme al marito ha donato all’ITIS il termoscanner e il sistema di videosorveglianza, secondo la quale “tutti noi, chi più chi meno, siamo un po’ cambiati. Questo virus ci ha costretto a riflettere su molti aspetti importanti della vita. Uno fra questi riguarda il nostro rapporto con la memoria e di come, a poco a poco, lo stiamo perdendo, con il rischio che vada affievolendosi e scomparire. Il Covid ha portato via tanti dei nostri anziani, spesso in modo tragico e inatteso, lasciandoci quasi storditi. Per tutti quelli che sono riusciti a sopravvivere, seppur fragili e indifesi, il pensiero va a mia mamma. Questa pandemia con tutte le sue limitazioni sta ulteriormente indebolendo quel sottile filo che attraverso la forza dei ricordi ci lega ai nostri cari e quindi alle nostre radici. Per questo abbiamo pensato che fosse giunto il momento per esprimere un gesto concreto di solidarietà nei confronti di una comunità, quella dell’ITIS, che ogni giorno lavora con grande impegno per sostenere gli anziani e le loro famiglie, ma anche progetta di preparare un futuro possibile più “ a portata di mano ” anche per chi oggi è ancora giovane”. In chiusura della conferenza stampa il presidente dell’ITIS Aldo Pahor ha scoperto un quadretto con la mascherina in stoffa fatta in casa, testimone dell’emergenza estrema in stato di carenza assoluta di dispositivi di protezione individuale e della solidarietà “piccola” che più di tutte ha dato ad ITIS il senso di comunanza con la città di Trieste.

Video integrale della conferenza stampa alla quale sono intervenuti Aldo Pahor, presidente ITIS, Riccardo Riccardi, Vicegovernatore e Assessore alla Salute della Regione FVG, Roberto Dipiazza, Sindaco di Trieste, Giuseppe Napoli, presidente Federsanità Anci FVG, Maria Chiara Corti, Direttore dei servizi sociosanitari di Asugi e Rossana Braicovich, benefattrice